Τρίτη, 31 Ιανουαρίου 2012

GRECO E LATINO



Molte divinita' greche vennero a popolare il Pantheon romano. Zeus diventa Juppiter, Hera prende il nome di Giunone, Fedro diventa Apollo, Pallade Atena e' Minerva, Artemide diventa Diana , Ares prende il nome di Marte, Efesto diventa Vulcano, Ermes e' Mercurio, Afrodite diventa Venere, Elios e' il Sole mentre Selene e' la Luna, Eros diventa Aurora, e si potrebbe continuare.

LA LINGUA GRECA E' LA BASE DELLA CIVILTA' OCCIDENTALE








La conoscenza della lingua greca permette di conoscere direttamente la cultura greca che e' alla base della civilta' occidentale.





Partenone un nome che da solo esprime di una civilta' eterna. Realizzato da Ictino Callicrate e Fidia, tra il 447 e il 432 a.C., per volonta' di Pericle, a celebrazione della potenza culturale e politica di Atene.

Δευτέρα, 30 Ιανουαρίου 2012

L' ALFABETO GRECO






L'alfabeto greco nacque diversi secoli dopo il crollo della civiltà micenea e il conseguente abbandono del sistema di scrittura miceneo detto "lineare B", usato per trascrivere una forma arcaica di greco.









Ecco l'alfabeto greco:


























i numeri nell'antica grecia:














Le lettere dell' alfabeto greco sono molto utilizzate per numerosi altri scopi: in matematica e in fisica per indicare gli angoli e le costanti in astronomia. La lettera secondo alfabeto greco era un simbolo, era un disegno che riassume il senso di un intero discorso, rivela e nasconde, parla a chhi sa leggarlo. Cosi le lettere dell' alfabeto greco nascondono una preghiera. Ecco la pregiera in greco antico e in greco moderno:



Άλ, εσύ που είσαι το Φως, έλα στη Γή!



Κι εσύ Έλ ρίξε τις ακτίνες σου στην ιλύ που ψήνεται



(που βρίσκεται σε κατάσταση αναβρασμού).



Ας γίνει ένα καταστάλαγμα (μια ξηρά)



για να μπορέσουν τα Εγώ να ζήσουν, να υπάρξουν



και να σταθούν πάνω στην παλλόμενη Γη.



Ας μην επικρατήσει η νύχτα, που είναι το μικρόν,



και κινδυνέψει να ταφεί (να σβήσει, να χαθεί)



το καταστάλαγμα του πυρός μέσα στην αναβράζουσα ιλύ,



και ας αναπτυχθεί η Ψυχή, που είναι το μέγιστο,



το σημαντικότερο όλων!

Σάββατο, 28 Ιανουαρίου 2012

LA LINGUA GRECA



Il Greco moderno è parlato da circa 20 milione di persone, pricipalmente dentro La Grecia e La Cipro. Ci sono inoltre stabilimenti Greco-parlanti tradizionali nei paesi limitrofi L'Albania, Repubblica Jiugoslava precedente di FYROM, La Bulgaria e La Turchia, così come in parecchi paesi in Mar Nero zona (L'Ucraina, La Russia, Georgia, L'Armenia) ed intorno al Mare mediterraneo (Del sud L'Italia, L'Israele, L'Egitto). La lingua inoltre è parlata dalle Comunità dell'emigrante in molti paesi in Europa occidentale, America del Nord, L'Australia, così come dentro L'Argentina, Il Brasile ed altri.

Παρασκευή, 27 Ιανουαρίου 2012

Dal Convegno di Arese....Articolo








L'idillio filosofico e letterario tra Italia e Grecia






Di Apostolos Apostolou












L'idillio tra l'Italia e la Grecia, che ha inizio già da Giovanni del Turco, (1768) quando nella sua traduzione dell'Iliade di Omero farà una lunga introduzione sulle affinità letterarie tra i due popoli. Eppure arriva al suo impatto più stretto con U. Foscolo (Zante 1778 - Turnham Green, London 1827 ) [ 1 ] o Foscolos come firmava nei suoi testi greci. Testi che non erano mai completamente greci ma costituivano un miscuglio di italiano e di greco. Questo è chiaro nelle sue lettere d'amore a Isabella Theotoki, quando le scriveva (Cai ego se agapao poli, sabbene voi den me agapas tipotes. Cioe' " ti amo, ma tu ? " ) ma anche dalle lettere che mandava ai suoi amici Andrea Mustoxidi ( 1785 - 1860 ), Michele Ciciliani, Dionisio Voultso, Stiliano Vlassopoulo ( 1748 - 1822 ) . [ 2 ] I quali vivevano in Italia e avevano giocato un ruolo scientifico e sociale significativo. I suoi rapporti con i Greci erano sempre molto calorosi e spesso stimolativi. Presento l'evento con il Greco Stilianos Blassopoulos, dottore in giurisprudenza, matematico e fisico che ha scritto in Italia, sotto lo pseudonimo Biagio Colonna, quando dopo il successo di una rappresentazione teatrale di Foscolo a Venezia intitolata Trieste ed il pubblico lo acclamavo dicendo " gionane greco ," alla ripetizione della suo rappresentazione, l'insuccesso era universale e il suo amico Stiliano Vlassopoulos, scherzando gli manderà una fiaschetta ossia una bottiglia vuota, la parola fiaschetta in italiano significa anche fallimento colossale mentre, come è stato scritto in tutte le altre lingue europee, significa semplicemente insuccesso ( nella ligua franca c'e' una diferenza fra la parola " fiasque " e la parola " fiasco " ) si arrabbia talmente da picchiare suo amico.
L'influenza di U.Foscolo su poeta Dionissio Solomo ( Zante 1798 - Corfu 1857 ) e Andrea Kalvo ( Zante 1792 - Louth, Inghilterra, 1867 ) era tale da essere determinante sulla loro opera. D.Solomo ha scritto su U. Foscolo, che "la natura ha rinchiusa la sua anima immortale in un corpo di quelli che non puoi incontrare per strada senza chiedere chi è questa persona che passa". Tuttavia tutti i di due grandi poeti erano vissuti per una grande parte della loro vita in Italia, hanno scritto fino alla fine della loro vita poesia in italiano ed conoscevano la lingua greca quando si sono stabiliti in Grecia. Vorrei sottolineare che opera in un modo un po strano ma i grandi poeti greci D. Solomos , A. Kalvos, e K. Kavafis, non avevano il greco per lingua materna. D. Solomos ha fatto gli studi ginnasiali e universitari a Cremona e a Pavia , quanto in Lombardia stavano fermentando le prime idee romantiche. Scrisse in quegli anni molti versi in italiano, conformandosi piu' alla tradizione accademica e purista, com' era naturale data la sua eta' e i tempi, che alle nuove direttive. Lo stile e la metrica di questi versi in italiano sono elaboratissimi e l' artifizio e' stridente. Nello stesso tempo accettava con entusiasmo la nuova ideologia che apre nuove prospettive. La nuova ideologia e' il romanticismo. Per Solomo, la poesia si scrive tra romanticismo e classicismo. La forma che prevale è: (europeo / romantico / classicistico) in proporzione dello schema (Classico / Dionisiano / Apolloniano). Mentre per Kalvos ( Segretario di Ugo foscolo, una figura isoloata, fu autodidatte, scrisse con una maniera neoclassica con un linguaggio arcaico e nella sua poesia ci sono moduli mitologici ) la poesia subisce la contribuzione delle scienze fisiche e soprattutto di una certa matematizzazzione perciò anche alla fine della sua opera poetica, ( con titolo Odi , ricorda le odi di Pindaro ) Kalvos, finisce con matematica. Su questo, J. Arthos, il quale ha studiato l'epoca si è riferito alla matematizzazzione e l'universo ordinato che vedevano le scienze ed aveva adottato anche la letteratura. Evidentemente, vale la pene di vedere cosa succedeva in Italia con il Romanticismo. Il Romanticismo in Italia si esprime nella lotta contro tutti i modelli e tutti i canoni dell' estetica classicistica. Nelle opere d' arti di letteratura,di poesia , l' infinito si esprime come finito; la bellezza e' stata suggestione dell' infinito, l' intuzione estetica era quindi conoscenza dell' Assoluto. ( Ricordiamo Leopardi nel Discorso di un italiano intorno alla poesia romantica ). Ma il problema maggiore che il Romanticismo lascio' aperto era rappresentato dalla sfera dei rapporti tra l' arte e l' atre attivita' umane )
Ma anche in filosofia il greco Petros Brailas Armenis ( 1812- 1884 ) ha studiato filosofia in Francia e in Italia, e stato influizato da Antonio Serbati Rosmini ( Trento, 1797- Stresa, Navara 1855 ) e proprio dai libri di Rosmini, "Nuovo Saggio sull' origine delle idee" e "Origine dell' idea dell' essere".[ 3 ]
L'incontro letterario seguente tra i due popoli si avvera ad Alessandria, Egitto, quando Giuseppe Ungaretti ( Alessandria d' Egitto 1888 - Milano 1970 ) incontra il grande poeta greco Kostantino Kavafi, ( Konstantinopoli, 1863 - Alessandria d' Egitto, 1933 ) e l'influenza di Giuseppe Ungaretti è un fato per Kavafi. Ed è lui che lo introdurrà in Italia, avendolo conosciuto nella loro città di nascita comune, Alessandria, come lo aveva conosciuto Filippo Tommaso Marinetti ( Alessandria di Egitto 1876 - Bellagio, Como 1944 ) il quale racconta anche come lo ha incontrato, dicendo di averlo riconosciuto in un caffè allora che ne aveva soltanto sentito parlare. Come l'ho riconosciuto - dirà egli stesso - ho visto una figura molto elegante, che però aveva una deviazione dall'universo. Poco dopo, Eugenio Montale ( Genova 1896- Milano 1981) tradurrà Aspettando i Barbari e inizierà una conversazione fantastica con lui.
In un primo tempo K. Kavafis compose i suoi versi in una lingua epurata, ma dopo il 1903 si rivolse al parlato arricchito di forme dialettali di Costantinopoli e di parole tratte dalla tradizione classica. Il decadentismo di Kavafis non imita la grande poesia europea di quegli anni, ma si ispira al mondo ellenistico pagano- cristiano, che nella sua citta' natale ( cioe' la Constantinopoli ) celebrava gli ultimi trionfi, per mistificare o sublimare insopprimibili emozioni personali.
La stazione seguente è Iorgos Sarandaris ( Pireo 1909- Atene 1941 ) ha studiato in Italia per molti anni Filosofia e Giurisprundenza, natura tormentata da preocccupazioni metafisiche ( fu tra i primi a studiare l' esistenzialismo in Grecia ) che è stato influenzato dalla cultura italiana della sua epoca proprio di Ungaretti durante lungi anni dell' infanzia e sicuramente dal' esistenzialismo italiano, e dal simbilismo francese. È l'epoca durante la quale in Italia prevalgono nuove correnti di filosofia e di letteratura ( epoca che non conoscono molte cose i greci intelletuali per la cultura italiana ). Durante gli ultimi anni, anche se esistono molte possibilità, le influenze sono poche visto che le cattedre della lingua neo-ellenica (di greco moderno) nelle università Italiane ed i reparti di letteratura italiana nelle due università di Grecia ( Universita' di Atene, e Universita di Salonico ) s'interessano soltanto al compimento ingenuo di corsi insignificanti.


Note
[ 1 ] Ugo Foscolo figlio di Andrea Foscolo un chirurgo veneziano e della greca Diamantina Spathis. Dopo la morte del parte raggiunse con la famiglia a Venazia ( 1792 ).
[ 2 ] Mario Pontali ,Foscolo e il greco greco moderno, Roma , 1964. G. A. Traversi, Di un amore di Ugo Foscolo, Milano, 1883.
[ 3 ] Petros Brailas Armenis era assolutamente d' accordo, quando Rosmini scriveva: " L' idea dell' infinito non puo' essere nell' idea dell' essere, perche' l' idea dell' essere che abbiamo primitivamente e' quella del io, e l' io e' finito. Altro e' dire che l' idea dell' infinito viene di necessita' nella nostra mente, ed altro dire che essa e' innata ed e' nell' idea dell' essere. E' nella nostra mente lo negge [ ... ] ma non e' nella idea dell' essere perche' questa idea non sia apparente primitivamente [ ... ] ripetiamolo ancora che e' nel nostro io, il quale e' finito.

articolo...Rivista di Letteratura: Segreti di pulcinella








La poesia postmoderna in Italia e in Grecia






Di Apostolos Apostolou












Che cosa potra' voler dire allora essere poeta? Condurre una vita disparta, una vita diversa, soddisfatto di essere apprezzato da un piccolo numero di persone,rassegnato ad essere considerato dalla maggior parte come una persona un po'strana oppure accettare anche con orgoglio una condizione di alienato, apertamente al margine? Mimetizzarsi, per lo piu', dietro un altra attivita'? ( Per esempio Professori all'Universita'come Edoardo Zuccato in Italia, Giorgio Veltsos, e Haris Vlavianos in Grecia, o giornalisti come il poeta Eugenio Aranitsis anche in Grecia. ) Il prestigio di cui si gode ( cioe' il poeta ) pubblicando libri, riportando premi, avendo il consenso
dei critici, agli occhi di chi e' valido?
Pero'come si presenta la nuova generazione poetica in Italia e in Grecia? ( La nuova generazione, dei poeti, tanto in Italia quanto in Grecia, sono i poeti che sono nati negli anni cinquanta, e negli anni sessanta ) In Italia poeti come Massimo Bocchiola, Umberto Fiori, Antonella Anedda, hanno in comune l' originalita' dei versi con parole quotidiane . Parole quodidiane che non anullano la forma lirica. Parole che si percorsano da toni, voci, lacerti, ellementi dell' esperienza. Pero' i poeti italiani non rifiutano le nuove forme ( come per esempio, le forme poetiche di postmoderno), eppure costruiscono una plurivocita'. Le sperimentazione incessante dei poeti nuovi italiani sono la dissacrazione del linguaggio, cristallizzato nel convenzionalismo culturale. Nelle parole esiste una misteriosa qualita' ma anche nelle tematica della poesia . Ricordo la poesia di Antonella Anedda, qui la misteriosa qualita' funziona come memoria. Nelle raccolte con titolo Dal balcone del corpo, 2007, Antonella Anedda scrive: ( Pensi davvero che basti non avere colpe per non essere puniti, ma tu hai colpe. / L' aria e' piena di grida. Sono attaccate ai muri. / basta sfegare leggermente. / Dai mattoni salgono respiri, brandelli di parole. / Ferri di cavalli motri circondano immagini di battaglie / le trattengono prima che vadano in un futuro senza cornici...)
In un altro livello si trova la poesia di Edoardo Zuccato, ( poeta che e' nato negli anni sesanta ) scrive- non sempre - in dialetto. La poesia di E. Zuccato come forma e contenuto diventa un ascolto con antico desiderio di silenzio e d' intimita'. In questo tono della plurivocita' si trova la poesia del greco poeta Haris Vlavianos ( tradotto in italiano). Il poeta Vlavianos cerca la verita' del creato e del ricreato. Crede che la poesia come documento vitale e'di per se', cioe' e' una storia della memoria. Nelle raccolte con titolo ''Dopo a fine della bellezza nella 2003 scrive: ( Tento' di ricordare la poesia / che aveva cominciato a scrivere mentalmente / sulla veranda dell' albergo con vista sul Vesuvio. / Inutilmente / Le parole erano svanite / e con loro la particolare sensazione / di quel mattino autunnalle. / Era come se quel mattino non fosse mai esistito / Non era esistito...Nei giorni precedenti avevo letto / Anatomia della malinconia / trascrivendo alcuni brani e versi / sul quaderno rilegato in pelle che gli aveva regalato / il giorno in cui partivano a Napoli. Sotto la dedica con caratteri microscopici / aveva annotato la frase / " La verita' e' qualcosa di spaventoso... )
Una altra scrittura poetica esprime il poeta Eugenio Aranitsis. La poesia secondo E. Aranitsis e' una ricerca del pensiero dentro di essa stessa deve partire da un incontro essenziale con la realta'. Molto importante anche il greco poeta Giorgio Veis ( tradoto in italiano) la poesia ( secondo il poeta ) non e' attualmente un monologo dell' Ego ne' un dialogo del Tu e dell' Io, perche' cosi la poesia funziona come universo chiuso, e la poesia come ontologia esprime un universo aperto. Uno dei migliori poeti che abbiamo parlato ( poeti degli ultimi anni in Grecia ) e' Giorgio Veltsos, un poeta influenzato dal postmoderno,e secondo lui la forma puo' divenire il sviluppo della poesia, quando essa entra nel gioco del linguaggio.
Se ogni epoca produce la propria poesia, quella d' oggi vuole essere una poesia della parola pensante sustanziatrice dell' errare del pensiero planetario.Tanto piu' poesia che pensa e si esprime, in quanto l' uomo comune tende in fretta a unificare le sue idee,cosi queste, frammentariamente come nella realta' coesistono, non siano piu' che pontenziale somma dei confronti dell' essere errante dell' uomo. Uomo che e' in ogni parte perche' e' padrone del linguaggio comune del pensiero planetario.Da qui la poesia, che e' la essenza del linguaggio, ha il proposito di definirsi nella impicazione del suo tempo. Cosi e' necessario la poesia diventera' un incontro essenziale, ma anche una percezione, o penetrazione come una visione del mondo. Solo cosi la poesia esistera' come balsamo sulle ferite del uomo.
Ecco perche' Rimbaud sosteneva che " il poeta e' veramrnte un ladro di fuoco". Ma anche Nietzshe diceva: " Flamme bit ich / stumm' aus flamme bin sicherlich". Il poeta e' senza dubbio una tale fiamma.